Venerdì, 15 Maggio 2020 09:11

A proposito di Libero...

Ecco il titolone di apertura di Libero del 25 marzo. Sappiamo ora che le minoranze etniche in Europa hanno fino a 4,3 volte più probabilità di morire a causa del Coronavirus rispetto al resto della popolazione. In Inghilterra i primi dieci medici morti per Covid erano tutti di minoranze etniche e in alcune città degli Stati Uniti neri e latini rappresentano il 70 per cento delle vittime. Vogliamo dedicare questa segnalazione a Nabeel Khair, il medico sardo palestinese morto per Coronavirus lo scorso 8 aprile.

Martedì, 12 Maggio 2020 18:47

Un chiaro esempio di sciacallaggio mediatico

Di solito non segnaliamo articoli di Libero, poiché lo consideriamo più che un giornale, un magazine.

Questa ne è la prova.

Il tono dell'articolo sembra voler fare perdere diritto a Silvia di essere salvata, come se non meritasse più di riabbracciare i suoi genitori, di tornare nel suo paese. 

Auspichiamo che l'associazione Carta di Roma e la FNSI prendano provvedimenti.

A seguito dell'ennesima affermazione sgradevole e discriminatoria di Vittorio Feltri, direttore di Libero, diverse edicole del Sud Italia hanno esposto questo cartello.
Feltri, infatti, il 21 aprile a Fuori dal Coro di Rete4, ha dichiarato "io credo che i meridionali in molti casi siano inferiori". Con un tweet poi si è voluto difendere, dicendo che si riferiva all'inferiorità economica del Sud rispetto al Nord.
Sta di fatto che questa affermazione è solo l'ultima nella lista delle innumerevoli uscite disdicevoli del direttore, per non parlare del suo giornale, a noi famoso, per gli articoli contro donne, gay ("diminuisce il Pil, ma aumentano i gay"), immigrati e musulmani ("Bastardi islamici").
Finalmente si sta muovendo qualcosa per far declassare questo giornale e il suo direttore?
La libertà di stampa è sacrosanta, ma non deve essere intesa come invito e giustificazione a offendere e discriminare.

In questa giornata particolare, vi vogliamo segnalare due articoli, presi da Libero, particolarmente irrispettosi nei confronti delle donne e delle battaglie per i diritti.

Il primo articolo è stato pubblicato sulla versione cartacea il 5 marzo 2020 e mette insieme l’isteria per il coronavirus (che il giornale in questione, grazie a titoli scelti, alimenta) al disprezzo per la giornata dell’8 marzo e per le giuste lotte che si fanno. Infatti si legge che il coronavirus avrebbe degli affetti positivi, perché, grazie ad esso, le manifestazioni dell’8 marzo, gli “slogan inutili” e la retorica sono stati bloccati. (1)

Il secondo risale al 5 dicembre 2019 e tratta di Nilde Iotti, prima donna, nella storia dell'Italia repubblicana, a ricoprire la carica di Presidente della Camera dei Deputati. Nell’articolo, dopo aver scritto che “era saggia ed imparziale”, invece di mettere in evidenza il lavoro e l'importante carica ricoperta, il giornalista esprime il suo luminoso pensiero su Nilde Iotti (e sulle donne emiliane) “grande in cucina e a letto il massimo che in Emilia si chiede ad una donna”. Evidentemente il giornalista pensa che la donna sia in grado di fare solo questo o che queste siano le caratteristiche  indispensabili per una donna. (2)

Non è certo una novità che Libero pubblichi degli articoli del genere, visto la collezione di titoli e articoli razzisti, misogini come questi e, più recenti, allarmistici e non coerenti sul Coronavirus. Secondo noi, a causa di numerosi esempi di mal-giornalismo che, in questi anni, abbiamo osservato su Libero (e che dopo un po' abbiamo smesso anche di segnalare perché troppi), dovrebbe essere rivista la natura di tale testata.
Comunque il problema non è solo Libero, ma anche i discorsi che sentiamo quotidianamente tra la gente, tra cui anche alcuni politici (come, ad esempio, Salvini, che recentemente ha criticato l’aborto (3)): il problema alla base di tutto è l'ideologia patriarcale e maschilista, radicata nella nostra società.

La ricorrenza dell’8 marzo fu istituita nel 1917 per far sentire la voce delle donne nella lotta politica, chiedendo diritti: e oggi cosa dovremmo fare? Dovremmo ricordare i passi avanti e i diritti conquistati, ma anche riflettere su ciò che c’è ancora da fare. E da quanto si vede e si sente in giro, ce n’è parecchio. Dovremmo lottare, oggi e ogni giorno, contro:
- i femminicidi, educando quotidianamente e dando sostegno ai centri antiviolenza;
- le discriminazioni come il “gender gap” (disuguaglianza di genere) negli stipendi , il chiedere della vita privata in sede di colloquio di lavoro, considerare oggetto di lusso gli assorbenti (da lodare la Scozia che in questi giorni ha fatto passare un disegno di legge che rende gratis gli assorbenti, dimostrando che, se si vuole, si può fare (4));
- stereotipi e pregiudizi di genere;
- la sessualizzazione della donna e la visione di essa come oggetto, che è la base dello stupro, troppo spesso augurato, non condannato e normalizzato;
- attacchi all’aborto e alla reputazione di chi ne fa uso;
- persone che sottovalutano l’utilità delle lotte femministe e delle sensibilizzazioni, considerandole irritanti.

Buona lotta!

- I ragazzi di Occhio ai Media

______________________________________________
(1) https://va.newsrepublic.com/a/6800749264617079302
(2) https://www.ilfattoquotidiano.it/…/nilde-iotti-lib…/5599971/
(3)https://www.repubblica.it/…/salvini_sull_aborto_il_pronto_…/
(4)https://www.google.com/…/la-scozia-e-un-paese-per-donn…/amp/

Venerdì, 08 Settembre 2017 11:34

Malaria e ignoranza

Come facciamo a fidarci dei giornali se tra questi ultimi ce ne sono di lontanissimi dalla verità e con il mero compito di incitare all'odio? Leggerne altri, non fidarci della prima notizia che ci viene mostrata.

Ps: Ricordiamo che la malaria non è trasmissibile da uomo a uomo.

Lunedì, 10 Luglio 2017 11:38

Titolo squallido

Libero Quotidiano non si smentisce mai: oltre a presentare la notizia in maniera squallida (da notare la differenza rispetto alle altre testate...), ci tiene anche ad argomentare la sua "tesi" citando altri avvenimenti che riguardano sempre e solo "lo straniero che non paga", trasmettendo ai lettori il messaggio che gli stranieri (ovviamente principalmente africani) sono tutti violenti e pericolosi.

Questo non è semplicemente un articolo offensivo, poichè stigmatizza tutti gli immigrati nigeriani come animali (da notare il verbo "azzannare"), ma è anche l'enfatizzazione dell'accanimento contro gli stranieri, visti unicamente come fonte di crimini e peso sociale.

Nota: Non giustifichiamo alcun reato.

Domenica, 07 Maggio 2017 19:14

La nazionalità è criminale

Ennesimo esempio di come la stampa strumentalizzi la nazionalità per correlare i "tratti somatici" al reato. La nazionalità, e anche l'essere profugo, non è la causa del crimine. O noi italiani siamo forse tutti mafiosi?

Giovedì, 13 Aprile 2017 09:23

Se questa non è istigazione...

Domenica, 29 Novembre 2015 09:39

Attacco a Parigi Bastardi islamici

Nonostante le squalide strumentalizzazioni di alcune testate italiane (vedi sopra), noi di Occhio ai media siamo

con tutto il nostro cuore a Parigi

con tutto il nostro cuore, siamo con tutte le vittime degli attentati a Parigi e non solo. Siamo con tutte le famiglie delle vittime che da un giorno all'altro hanno dovuto salutare per sempre le persone a loro care, a causa di terroristi che uccidono in nome di Allah, in nome di un dio che non perdonerebbe mai alcuna uccisione a suo nome.

Siham Adaim

Ecco una piccola serie di riflessioni nostre sul titolo di Libero comparso il giorno dopo l'attentato (vedi sopra)

Non sono Bastardo

In Italia io sono l’ingegnere e l’insegnate, io sono il medico e l’infermiere nell’ ospedale, io sono il cameriere e il barista. Io sono il muratore e il venditore nei negozi, io distribuisco i giornali e i volantini alla luce dell’ alba, sono il tuo coinquilino di casa e dello studentato universitario, io sono il ragazzo che ti porta la pizza o il kabab a casa e mi fai accomodare in cucina per appoggiare la tua cena con il sorriso, a via frutteti io sono l’allenatore di calcio del tuo bambino, io sono il cuoco quando preparo il cuscus nelle associazioni, io sono il tuo collega di lavoro o dell’ università che mi saluti ogni mattina, io sono il tuo compagno di scuola di genitori musulmani. Io sono con te sull’autobus e nel mercato a fare la spesa, ci siamo anche incontrati allo stadio perché faccio parte della Curva. Io sono il profugo di guerra in Siria e Iraq io sono il bambino ucciso in Palestina e l’orfano siriano. Io sono il donatore di sangue e di plasma ai feriti e ai malati. Io sono presente in un miliardo e ottocento milioni di persone, sono il 21% sulla terra. Io non sono Bastardo. Io cerco solo la pace con tutti perché sono internazionale. Ti aiuto quando hai bisogno per combattere contro i terroristi ma non ti posso dare la mano quando mi chiami terrorista.

Hamdi Gaaloul

Sono stanca di dissociarmi

Sono stanca di dissociarmi, e di essere reputata dalla parte degli assassini se non mi voglio dissociare, dato che non ho fatto io l'attentato, ma dei matti che non sono né mio padre, né mio fratello, per cui non ho bisogno di dissociarmi dal male che fanno degli sconosciuti. Mi dispiace tanto per le persone morte, mi dispiace tanto per la bella Francia, ma io, Amira Fatoum, non ho fatto nulla per dovermi scusate col mondo.

Amira Fatoum

Venerdì, 20 Marzo 2015 16:05

Adesso i clandestini ci sgozzano per strada

Purtroppo ultimamente è aumentata la frequenza di articoli in prima pagina riguardo gli immigrati clandestini in Italia, ovviamente incitando i lettori all'odio profondo verso di essi. Le conseguenze però vanno oltre, "Libero", come numerosissimi altri quotidiani, continua in modo sempre più frequente a eliminare i principi fondamentali su cui si basa la società italiana (fratellanza, solidarietà, pace...) attraverso questi articoli. Noi nel nostro piccolo cercheremo di ostacolare chiunque volesse portare la nostra società verso il degrado.

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