Martedì, 12 Maggio 2020 18:47

Un chiaro esempio di sciacallaggio mediatico

Di solito non segnaliamo articoli di Libero, poiché lo consideriamo più che un giornale, un magazine.

Questa ne è la prova.

Il tono dell'articolo sembra voler fare perdere diritto a Silvia di essere salvata, come se non meritasse più di riabbracciare i suoi genitori, di tornare nel suo paese. 

Auspichiamo che l'associazione Carta di Roma e la FNSI prendano provvedimenti.

Mercoledì, 18 Marzo 2020 11:26

Dicono di noi

"...I media hanno la capacità di generare mostri, che vengono scolpiti nell’immaginario collettivo: l’assedio degli albanesi, l’invasione di criminali. In breve il gioco è fatto: albanese = minaccia. E questo è valso, di volta in volta, per i capri espiatori di turno: i magrebini, gli zingari, i rumeni, i musulmani,..."

(versione aggiornata di un articolo del 2007 pubblicato sul sito "Tracce migranti")

https://www.nuovetracce.org/politica-e-societ%C3%A0/occhio-ai-media?fbclid=IwAR1v-jgOO_sWyXItXuqRsVIsxNUgXKQpU7CBFTQwSx3nxvN8xfuyeXtvEmU

Martedì, 28 Gennaio 2020 10:49

Caro Facebook

Caro Facebook,
perchè avete aspettato la fine della campagna elettorale prima di rimuoverlo?

Mercoledì, 22 Gennaio 2020 15:25

Fino a dove siamo arrivati?

Se un leader politico, circondato da giornalisti e dalle forze dell'ordine, può permettersi di suonare ad un citofono di una famiglia con nome straniero e chiedere se sono spacciatori?
Domenica in Emilia Romagna: il tuo voto è importante.
BASTA RAZZISMO, BASTA IGNORANZA!

Sabato, 07 Settembre 2019 11:53

A proposito di panchine...

“Parchi sicuri”: a Ferrara il comune sta togliendo le panchine dai parchi per contrastare lo spaccio della droga. Non si tratta di un'operazione contro i neri. Ma quando vedi la parola PUSHER nei titoli dei giornali locali affiancata da una foto di persone solo nere ti viene il dubbio. “Spiagge sicure”: un'iniziativa del governo italiano per “combattere abusivismo commerciale e attività illecite”* sulle spiagge. Non si tratta di un'operazione contro i venditori ambulanti neri, ma il fatto che tutti i venditori ambulanti sulle spiagge sono neri ti fa venire il dubbio. “Strade sicure”: l'esercito è impiegato nelle strade di numerose città italiane per “specifiche ed eccezionali esigenze di prevenzione della criminalità”**. Non si tratta di un'operazione contro i ragazzi neri, ma quando vedi con i tuoi occhi che fermano quasi esclusivamente i ragazzi neri ti viene il dubbio. OCCHIO ALL'APARTHEID ITALIANO

* sito del Ministro dell'interno

** sito dell'Esercito italiano

Sabato, 13 Aprile 2019 08:00

Quando ad essere uccise sono "le altre"

Come ormai tristemente noto, quando l'autore di un reato è straniero, sopratutto nel caso di violenza di genere, la contestualizzazione dell'atto di violenza nei media è sempre scarsa e spesso inesistente. L'uomo è nigeriano, è rumeno, è pachistano: nessuna ulteriore spiegazione è necessaria. Ma quando l'autore è italiano, come nel caso dell'uccisone a sprangate di una donna nigeriana a Modena lo scorso 6 aprile, le spiegazioni, i tentativi di rendere il femminicidio in qualche modo comprensibile, sono infinite. A parte le solite espressioni del tipo “raptus d’ira” (Resto del Carlino Modena, 08 aprile) e l'accento sull'uso di sostanze stupafecanti (Gazzetta di Modena, 09 aprile) ci sono tanti riferimenti nei media al fatto che la donna, secondo la testimonianza dell'accusato, era una prostituta: “Il movente sarebbe legato ad un presunto litigio avvenuto tra cliente e vittima” ...“forse per un rapporto non consumato” (Resto del Carlino Modena 8 aprile 2019); poi le varie ipotesi psicologiche del tipo: “un senso di insoddisfazione da parte del cliente” (Palermo Today, 08 aprile); “L’uomo si è mostrato provato e pentito, spiegando di aver confessato il delitto alla propria madre” ... “la donna non gli avrebbe voluto restituire quegli ottanta euro spesi per il rapporto sessuale che lui reputava insufficiente” (Resto del Carlino Modena 10 aprile 2019).

Eppure, quando l'autore di un atto di violenza di genere è straniero, le notizie quasi sempre compaiono in prima pagina su tutti i giornali; vedi il caso degli stupri di Rimini. Ed è giusto che sia così: il ruolo dei media nella campagna contro la violenza sessuale è fondamentale. Ma la notizia dell'orrendo omicidio di Benedicta Dan, picchiata a morte con una morsa da banco, è passata quasi inosservata a livello nazionale. E la comunità nigeriana in Italia sa benissimo che il risalto mediatico tocca a loro solo quando un loro connazionale qualsiasi – la colpa mediatica per le minoranze etniche in Italia è sempre collettiva – è l'autore dell'aggressione, non la vittima. E questo vale anche per reati molto meno gravi: quando, lo scorso febbraio a Ferrara, un gruppo di ragazzi nigeriani hanno rovesciato due cassonetti per strada, la notizia della "rivolta" è comparsa in prima pagina in tutti i media nazionali e i politici tuonavono sulla necessità di un aumento dei militari dell'esercito per proteggere la città e i suoi cassonetti (Resto del Carlino Ferrara del 21-02-2019). Ma i cittadini nigeriani e italiani di varie origini non si sentono protteti da nessuno.

Occhioaimedia/Cittadini del Mondo Ferrara, 15 aprile 2019.

Giovedì, 08 Novembre 2018 10:25

Violenza di genere e nazionalità

Come spesso notiamo, quando la vittima è straniera (moldava in questo caso) la nazionalità non compare nel titolo, mentre, invece, quando il picchiatore è straniero, compare sempre. La nazionalità quindi è ritenuta un'informazione importante da porre nel titolo dell'articolo solo in certi casi... Da notare i titoli che escono inserendo nella ricerca Google le parole “moldavo picchia” (08/11/18).

Domenica, 21 Ottobre 2018 16:27

La violenza continua

Occhio all'odio.

Martedì, 04 Settembre 2018 16:53

Bombardamento mediatico II

Con tutto quello che succede nel mondo, ecco il primo titolo della prima pagina online del giornale italiano più importante in data 4 settembre 2018 alle ore 15.30. L'investitore è straniero, ovviamente; ma anche il ciclista lo è (perchè non “indiano investe indiano”?) e, come sempre, la vera vittima, la donna, rimane in secondo piano.

Lunedì, 13 Agosto 2018 09:56

Negazionismo mediatico

Niente razzismo, neanche quando urlavono “bastardo nero” contro la vittima.

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