Sabato, 19 Settembre 2020 12:53

Discriminazione dalla Svizzera

Ci hanno segnalato il video che troverete al seguente link: https://www.facebook.com/watch/?v=599713357579836&extid=vC6HI5zLdS4B7uoD.

Questo video riassume tutti i pregiudizi e gli stereotipi riguardo ai migranti: fanno aumentare il traffico, perchè ci sono troppe macchine in giro (addirittura!); rubano il lavoro, facendolo perdere allo svizzero; rendono meno sicure le strade; le classi sono piene di stranieri; fanno aumentare la criminalità; sono pigri e stanno tutto il giorno alla stazione o in bus. Tutto condito da nazionalismo e maschilismo, considerando che solo il nonno ha costruito il Paese, secondo quanto riporta la narratrice, tenendo da parte l'azione e il contributo delle donne.

Ancora più preoccupante è che questi messaggi sono raccontati da una bambina, strumentalizzandola: ricorda qualcuno?
UDC Ticino non è nuova nel fare queste cose. Il video è la loro campagna per votare Sì all'iniziativa per la limitazione all'immigrazione del 27 settembre.

 

A questo link trovate un articolo di approfondimento: https://it.businessinsider.com/canton-ticino-lega-caccia-italiani-permessi-di-soggiorno-frontalieri-norman-gobbi/?ref=fbpe&fbclid=IwAR2EFdNORF26k0_tpucHo1zlj7Mx_yhFV4Kk6MgZim32TL-zPeJpzlRk780

Lunedì, 04 Maggio 2020 07:59

Buoni Spesa: Ecco la soluzione

ECCO LA SOLUZIONE!

Riportiamo dal Carlino di ieri, 03-05-2020 (“Buoni spesa, discriminazione alla rovescia”)

 

Secondo il direttore generale del Comune di Ferrara, applicando la sentenza emessa dal tribunale in questi giorni, c'è il rischio che: “i residenti anagraficamente potranno presentare la loro domanda solo in un Comune. Lo straniero 'irregolare', domiciliato, in 8000 Comuni”.

Ma se il rischio, pur fantasioso, è davvero quello, ecco la soluzione: chiedere ai non residenti (italiani e non) un' autodichiarazione di non aver presentato domanda in nessun altro Comune.

Soluzione molto semplice, come mai non ci hanno pensato i nostri amministratori?

Sarà forse perché, da quando hanno preso il potere, cercano sempre di ostacolare l'iscrizione all'anagrafe degli stranieri abitanti in questa città?

 

CITTADINI DEL MONDO

 

A seguito dell'ennesima affermazione sgradevole e discriminatoria di Vittorio Feltri, direttore di Libero, diverse edicole del Sud Italia hanno esposto questo cartello.
Feltri, infatti, il 21 aprile a Fuori dal Coro di Rete4, ha dichiarato "io credo che i meridionali in molti casi siano inferiori". Con un tweet poi si è voluto difendere, dicendo che si riferiva all'inferiorità economica del Sud rispetto al Nord.
Sta di fatto che questa affermazione è solo l'ultima nella lista delle innumerevoli uscite disdicevoli del direttore, per non parlare del suo giornale, a noi famoso, per gli articoli contro donne, gay ("diminuisce il Pil, ma aumentano i gay"), immigrati e musulmani ("Bastardi islamici").
Finalmente si sta muovendo qualcosa per far declassare questo giornale e il suo direttore?
La libertà di stampa è sacrosanta, ma non deve essere intesa come invito e giustificazione a offendere e discriminare.

Sabato, 07 Settembre 2019 11:53

A proposito di panchine...

“Parchi sicuri”: a Ferrara il comune sta togliendo le panchine dai parchi per contrastare lo spaccio della droga. Non si tratta di un'operazione contro i neri. Ma quando vedi la parola PUSHER nei titoli dei giornali locali affiancata da una foto di persone solo nere ti viene il dubbio. “Spiagge sicure”: un'iniziativa del governo italiano per “combattere abusivismo commerciale e attività illecite”* sulle spiagge. Non si tratta di un'operazione contro i venditori ambulanti neri, ma il fatto che tutti i venditori ambulanti sulle spiagge sono neri ti fa venire il dubbio. “Strade sicure”: l'esercito è impiegato nelle strade di numerose città italiane per “specifiche ed eccezionali esigenze di prevenzione della criminalità”**. Non si tratta di un'operazione contro i ragazzi neri, ma quando vedi con i tuoi occhi che fermano quasi esclusivamente i ragazzi neri ti viene il dubbio. OCCHIO ALL'APARTHEID ITALIANO

* sito del Ministro dell'interno

** sito dell'Esercito italiano

Domenica, 11 Agosto 2019 09:46

Miracolo a Ferrara*

Primo articolo che compare nella pagina online del Resto del Carlino di Ferrara, 8-9 agosto 2019.

Si vede che per risolvere i problemi dei titoloni pre-elettorali sulle mafie etniche, criminalità, sicurezza… bastava tagliare l'erba.

Fino a pochi mesi prima, prima della vittoria della Lega, i titoli in prima pagina - di questo giornale in particolare - parlavano sempre di criminalità, spaccio, gang etniche, etc. Ma adesso, come per miracolo, sembra che il problema più grave sia quella dell'erba troppo lunga.
 
* come nel film neorealista del 1951 di Vittorio di De Sica "Miracolo a Milano".

L’Associazione Carta di Roma è stata fondata nel dicembre 2011 per dare attuazione al protocollo deontologico per una informazione corretta sui temi dell’immigrazione, siglato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti (CNOG) e dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana (FNSI) nel giugno del 2008. L’associazione lavora per diventare un punto di riferimento stabile per tutti coloro che lavorano quotidianamente sui temi della Carta, giornalisti e operatori dell’informazione in primis, ma anche enti di categoria e istituzioni, associazioni e attivisti impegnati da tempo sul fronte dei diritti dei richiedenti asilo, dei rifugiati, delle minoranze e dei migranti nel mondo dell’informazione.

Le Linee guida per l’applicazione della Carta di Roma sono uno strumento pratico per giornalisti, pensato e scritto da giornalisti. Le donne e gli uomini che hanno realizzato la Carta di Roma hanno incarnato i valori racchiusi nelle carte internazionali dei diritti umani, nelle convenzioni europee, nella Costituzione italiana. La nostra carta costituzionale non é neutra perché si fonda sui valori dell’antifascismo, dell’antirazzismo, dell’inclusione sociale, della solidarietà e della accoglienza. Lo stesso Articolo 21 va letto insieme all’Articolo 3 che vieta qualsiasi discriminazione e sollecita la rimozione di qualsiasi ostacolo che impedisce la piena affermazione della dignità della persona, nessuna esclusa, a prescindere dalla nazionalità, dal colore delle pelle, dalle scelte politiche, religiose, sessuali. Spetta, dunque, anche giornalisti dare esecuzione a questi valori e contrastare chi usa le parole come pietre, chi vuole cancellare differenze e diversità, chi confonde la libertà di informazione con la pretesa di poter diffamare e infangare gli esseri umani, a partire dai più deboli, dai più indifesi a cominciare dai migranti, dai profughi, da coloro che chiedono asilo politico perché scappano da guerre, fame e terrore.

I principi racchiusi nella carta di Roma e nelle nuove linee guida debbono essere assunti da tutto il giornalismo italiano perché rispondono ai principi e ai valori che informano il nostro ordinamento democratico. La Federazione Nazionale della Stampa Italiana fa proprie anche le nuove linee guida e si impegna a portarle all’attenzione del prossimo congresso che dovrà mettere al centro la tutela della libertà di informazione, ma anche l’impegno ad usare le parole per costruire i ponti della conoscenza ed abbattere i muri dell’odio e del razzismo.

www.cartadiroma.org

(con un po' di aiuto dei media)

Lunedì, 06 Marzo 2017 11:45

LE NOSTRE RAGIONI

Dal dibattito del 27 febbraio, "Ferrara violenta? La criminalità fra realtà e suggestione", c'è stata una serie di articoli ed editoriali nei giornali locali sul ruolo della stampa nella propagazione di tensioni interetniche nella nostra comunità.

LE NOSTRE RAGIONI

E' chiaro che le tensioni razziali esistono nella società, ma sappiamo anche che i giornali hanno un ruolo molto importante, "citare la nazionalità" è solo una parte del problema e lo diventa ancora di più quando c'è la costante associazione tra stranieri e criminalità.

Diventa molto significativa anche la collocazione, la “giustapposizione” di articoli, i commenti a fianco (quasi sempre di esponenti della Lega Nord) che imprimono connotazioni negative complessive.

Il tutto peggiorato da imprecisioni giornalistiche ("verosimilmente nigeriani", "ragazzi probabilmente nordafricani", "4 stranieri in bicicletta"), naturalmente seguite da un fatto negativo anche se non sempre un reato.

Per questo le Associazioni dei giornalisti hanno proposto, con la Carta di Roma, una specie di decalogo sconsigliando alcuni termini ed espressioni che possono mettere in luce negativa i soggetti citati.

Infatti nessuno vuole censurare la stampa - sappiamo che i giornali danno molto spazio a politici xenofobi [vedi il nostro sito occhioaimedia.org screenshot manifestazione 24 settembre, albanese espulso], ma questo ovviamente è il loro diritto: è la politica.

Sappiamo che i problemi della nostra società non sono provocati dai giornali ma il modo con cui sono trasmesse le notizie può influenzare, e molto, la formazione di un pregiudizio razzista. Per questo in molti Paesi europei esistono regole scritte, e non, che si traducono in un linguaggio giornalistico più corretto di quello utilizzato generalmente dai giornali italiani.

E' un dato di fatto che se si legge di continuo titoli del tipo “tunisino ruba una bicicletta” o “rumena fermata in un supermercato” per citare i più blandi, alla fine nell'etichetta negativa si finisce per coinvolgere migliaia di persone oneste, colpevoli solo di appartenere ad una minoranza etnica e si finisce per associare ad ogni genere di accusa generalizzata intere etnie con la criminalità, con la violenza sessuale, con la prostituzione, con lo spaccio della droga.

Senza contare la de-umanizzazione che alcuni articoli sottintendono, racconti nei quali gli immigrati compaiono come animali piuttosto che esseri umani.

Molti di noi ragazzi hanno origine straniera e siamo stanchi di essere bollati con etichette negative che non ci descrivono ma che, a volte, interferiscono con la nostra vita sociale in questo Paese, che è anche il nostro Paese.

Redazione Occhioaimedia

Giovedì, 24 Marzo 2016 22:41

Bruxelles

Gli attacchi a Bruxelles sono attacchi contro tutti noi, di tutte le provenienze, di tutte le culture e di tutte le religioni. Coloro che cercano di strumentalizzare questi atti di violenza indiscriminata per creare divisioni e odio fra di noi mostrano solo il loro proprio odio per la nostra società e rendono la ricerca di una soluzione sempre più difficile.
Redazione Occhio ai media

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