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La differenza tra “un pilota” e “un pilota marocchino” 

La differenza tra “un pilota” e “un pilota marocchino” 

Anche quando si tratta di vittime si pensa a sfruttare l'occasione per  i propri interessi. Invece di informare la gente, completamente sconvolta, di come e cosa  ha portato il pilota a compiere questa strage, "Libero" ci cita "il  precedente del pilota marocchino". 

 

  Quando c'è stato l'attacco a Charlie Hebdo tutti hanno puntato il dito  verso l'Islam e verso gli arabi musulmani, poche settimane dopo in  America sono state uccise tre persone palestinesi.  Nel primo caso i colpevoli sono stati definiti, giustamente,  terroristi. Nel secondo, invece, il colpevole è semplicemente un "uomo", come se la  parola "terrorista" fosse tipica solo di chi pronuncia la frase  "Allahu akbar" prima di compiere una strage.  E adesso ancora una volta ci si basa sulle provenienze per dare  spiegazioni a tutto. 
Il tedesco è un pilota DEPRESSO, il marocchino, invece, è un pilota  MAROCCHINO

Come se il primo avesse agito a causa di problemi personali, e l'altro in quanto marocchino! 
Le vittime di Germanwings sono 150, eppure i giornalisti si preoccupano di fare il paragone con un caso in cui il pilota era straniero (per alcuni giornalisti straniero  significa o africano o dell'Est Europa, ovviamente).  Il paragone è talmente importante che lo si mette addirittura nel titolo.  

 Ma la cosa sconvolgente è che dopo pochissime ore l'articolo di  "Libero" viene rimosso. Perché non si pensa e non si riflette  prima di scrivere, soprattutto se su un argomento così delicato? 

 Il modo in cui alcuni media hanno trattato il caso è totalmente superficiale e  inaspettato, soprattutto quando si tratta di testate nazionali. 
 
 

 


 
Abroud Nada 

Come possiamo ancora parlare di diritti umani, qua...
Dettagli, poco importanti, che convengono, a tutti...
 

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