"In Angola ero un killer" Centrale, una notte nel degrado
26 Agosto 2012
«Sono sempre gli stessi, ormai li conosco tutti» dice il netturbino dell'Amsa. «Sono sempre gli stessi» confermerà più tardi un poliziotto. «Deve vedere che botte che si danno certe notti: sembra di vedere Tyson» racconta un dipendente Atm uscito dalla guardiola per una sigaretta. «Finché si picchiano tra di loro va anche bene — aggiungerà un tassista fermo al posteggio in attesa di caricare clienti —. Quando però iniziano a lanciarsi addosso bottiglie di vetro o sassi, come successo più volte, o a scippare i turisti, allora diventa un problema per tutti». «Per lo meno hanno imparato a spostarsi» dice ironico il netturbino una volta finito il giro tra capanelli di gente. Il sacco è stracolmo di bottiglie di vetro: chi le ha abbandonate è ancora lì, a un passo dalla sua pettorina fosforecente e dai cestini della spazzatura. Ma è lui a doverle raccogliere una ad una. Dal prato e dal marciapiede. Mandando giù l'amaro. «Ha visto che spettacolo?» chiede.
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