OCCHIO AI MEDIA


Nigeriani cercano di rapire bimba 11enne, piaceva al loro capo: 5 in manette

31 Maggio 2009

Corriere della sera
26 Maggio 2009
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arrestati tre uomini e due donne extracomunitari
Difesa dal fratello e dalla mamma. Gli operatorisociali: vicenda strana, in zona mai problemi con immigrati

NAPOLI - Forse si era invaghito di lei un nigeriano della zona, uno che «conta» nella comunità rionale. Per questo, spalleggiato da una decina di connazionali avrebbe tentato di rapire una bambina di 11 anni, accerchiata ieri sera a Napoli, a pochi metri dalla sua casa. La ragazzina è stata salvata dalla mamma arrivata con la mazza da baseball e dal fratello che hanno messo in fuga i cinque nigeriani, poi bloccati e arrestati dalle volanti della polizia poco distante. Le volanti su indicazione della sala operativa della questura sono intervenute nei pressi di via Tribunali dove era stata segnalata una violenta rissa tra extracomunitari. Ma quando la polizia è arrivata sul posto la situazione era diversa: un gruppo di persone di colore e una signora che brandiva una mazza da baseball, tra le urla di bambini.

LA BANDA DI AFRICANI - Cinque nigeriani, fra cui due donne, sono stati arrestati e risponderanno di tentato sequestro ai danni di una minore. Il loro capo era un giovane vestito di nero, con giacca cravatta e un cappello a tesa larga. Viene descritto così dalla sua vittima, il responsabile materiale della aggressione, quello che ha provato a prendere la bambina mettendole un braccio attorno al collo, per trascinarla nel basso. Potrebbe trattarsi di un giovanissimo «boss», una specie di leader della comunità di immigrati. La bambina è stata accerchiata a pochi passi da casa, nel Vico Santa Maria Vertecoeli, nel quartiere di Vicaria Mercato. GLI APPREZZAMENTI - Undici anni, l’aspetto già adolescenziale, la ragazzina è probabilmente finita nel mirino del giovane boss africano. Già nei giorni scorsi - a sentire il suo racconto - già c'erano stati degli apprezzamenti nei suoi confronti. All’improvviso, mentre tornava casa intorno alle 20.30, la bambina si è trovata un gruppo di persone attorno. Ha avuto però la forza di urlare, richiamando la madre, che si è affacciata al balcone di casa, per poi precipitarsi in strada, armata con una mazza da baseball. Sul posto era già intervenuto anche il fratello di 14 anni, che ha difeso la sorellina, e nel giro di pochi minuti è arrivata la polizia. I nigeriani in cerchio avrebbero tentato anche di impedire ad altre persone del quartiere di intervenire in difesa della vittima. Quando sono arrivati gli agenti, nella concitazione, qualcuno è riuscito a scappare. VICENDA TUTTA DA CHIARIRE - Questa la ricostruzione del fatto desunta da una serie di elementi e testimonianze: è chiaro però che la vicenda dei Decumani non è affatto chiara anche perchè mai, davvero mai - giurano alcuni mediatori culturali che lavorano con gli africani - si sono registrati casi di rapimento o sequestro nella comunità nigeriana. «Il rapimento? Appare poco verosimile» spiega un operatore sociale che lavora in zona e preferisce mantenere l'anonimato. In quello spicchio di centro storico la presenza di immigrati è particolarmente consistente anche in virtù del centro d'accoglienza "Home Sun" di via Vertecoeli 6 che fa capo all'associazione Anolf del sindacato Cisl. Secondo l'operatore sociale la vicenda potrebbe essere ricondotta nell'ambito della convivenza tra comunità africane e residenti (anche se l'associazione pare non abbia mai avuto problemi rilevanti con i napoletani). «La polizia è intervenuta soprattutto per sedare una rissa. E non sappiamo quanto siano attendibili le testimonianze magari dettate e offuscate da eventuale risentimento. In questo momento però mancano obiettivamente elementi per esprimersi in maniera compita sull'accaduto». Insomma, i contorni della vicenda sono tutt'altro che delineati. Sembra inoltre che i locali dell'associazione siano stati in passato oggetto di aspra contesa perché "promessi", pare, a senzatetto e quindi leva per una serie di speculazioni politiche. GLI ARRESTATI - Ad ogni modo, cinque sono i nigeriani bloccati e arrestati: Osayande Osas, 21 anni, Eghagbon Osas, 21 anni, Sunday Obasohan, 24 anni, Fia Rachael, 25 anni, e John Biter. Erano tutti privi di documenti di riconoscimento e di permesso di soggiorno. Sono stati portati nel carcere di Poggioreale e in quello femminile di Pozzuoli. r. w. 25 maggio 2009

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